OASIS – RECENSIONI

 

DEFINITELY MAYBE (1994)

Questo è il disco che ha risvegliato l’intero panorama musicale inglese,schiacciato com’era dallo strapotere del Grunge. Anticipato da due singoli fenomenali,quali Supersonic e Shakermaker, l’album al suo debutto fa registrare il record di vendita per un disco d’esordio. Un perfetto mix di carica rock su cui aleggiano delle melodie pop d’altri tempi.

La canzone che apre l’album è Rock n’ roll star, una canzone molto autobiografica per Noel Gallagher che dice” In Rock n roll star ho detto tutto quello che volevo dire”. Futuro pilastro nei live,questa canzone mette in risalto la vita modesta di Noel prima di divenire una  star del rock n’ roll; e infatti il testo è proprio incentrato nel desiderio di Noel di divenire una stella del firmamento rock! Per molti è il corrispettivo di I Wanna be adored degli Stone Roses, ma Noel Gallagher ha dichiarato di essersi ispirato ai Rolling Stones di Brown Sugar per comporre questo che è un classico nel repertorio Oasis. La successiva Shakermaker(già anticipata come singolo) è stata definita dal NME “una delle migliori 100 canzoni di tutti i tempi”.E’ una canzone in puro stile Brit pop, un altro classico Oasis, ma che ha subito qualche controversia legale per il fatto che assomiglia molto a I’d like to teach the world to sing dei New Seekers,gruppo anni 70. Questa canzone infatti è famosa per essere stato il Jingle di molte pubblicità della Coca – Cola. Noel invece si è sempre dimostrato piuttosto contrariato da questo presunto plagio e anzi, ha sempre dichiarato di essersi ispirato a Flying dei Beatles per comporre Shakermaker. La terza traccia dell’album è un classico degli anni 90, ovvero Live forever. Il testo è stato dedicato da Noel a sua madre Peggy, ma la canzone convince per la freschezza delle chitarre,molto british e per il suo assolo(uno dei 50 migliori assoli di sempre). La voce di Liam Gallagher è limpida e il falsetto di Noel da alla canzone il giusto apporto. Live Forever è una delle poche canzoni che gli Oasis hanno sempre eseguito dal vivo. La successiva traccia, Up in the sky porta l’ascoltatore in un territorio molto anni 60 e anche un po’ psichedelico(di sicuro un brano molto beatlesiano). La quinta traccia del disco è Columbia, uno dei primi capolavori firmato Noel Gallagher. Il titolo è un presunto omaggio alla nazione che produce più Cocaina nel mondo,e Liam afferma di averne scritto il ritornello(anche se i diritti se li è presi tutti Noel). Columbia è stata la prima canzone degli Oasis ad essere pubblicata come demo promozionale,ma non è mai stato un singolo ufficiale. In questo brano molto cupo,le chitarre sono in primo piano,molto energiche e dal ritmo lento ma incessante. Anche qui il falsetto di Noel fa il suo grande effetto e l’assolo che fa molto anni 70’ consacra Columbia come una delle migliori canzoni di Definitely Maybe.

E’ il turno di Supersonic, primo singolo in assoluto degli Oasis. Strutturato su una melodia molto semplice ma potente allo stesso tempo, riesce ad essere coinvolgente e anche qui l’energia delle chitarre è inesauribile. Sicuramente un classico anni 90’ con il testo molto non-sense che fa però molto Oasis.

Il settimo solco di Definitely Maybe è Bring it on down, brano quasi punk(se non proprio punk) con un testo che sta a ricordare le vecchie ribellioni anni 70. Arriva poi il momento di un altro classico anni 90,ovvero Cigarettes & Alcohol. Il testo è praticamente un motto che negli anni 90’ divenne moda,soprattutto dopo il successo che ebbero gli Oasis. La melodia è costruita sulla canzone Get it on dei T-Rex ma alla gente questo poco importa. Sul disco questo plagio è più che evidente,infatti la canzone è venata di vecchio rock n roll anni 70 con accenti blues,ma dal vivo la cosa cambia del tutto. Gli Oasis fanno diventare Cigarettes & Alcohol una canzone quasi punk,sfacciata al punto giusto,fatta apposta per essere cantata quando si è tutti ubriachi e felici. Un vero classico. Segue la filastrocca Digsy’s dinner, un intermezzo piacevole dopo tre canzoni devastanti. Come dice Noel, la canzone è un “incrocio tra Kinks e Small faces”, insomma una canzoncina gradevole di appena 2 minuti e mezzo. Slide Away è l’unica love song dell’album che però si distingue da tutti le altre canzoni d’amore. Essa infatti mantiene sempre una certa carica rock e le chitarre sono molto melodiche con un ottima interpretazione vocale di Liam Gallagher. Il sound è diverso dalle altre canzoni anche perché questa canzone è stata prodotta da David Batchelor prima di venire licenziato da Noel. Ill sound è molto pulito e si differenzia della ruvidezza che caratterizza tutto il disco. L’ultima traccia del disco è Married with children  tratto da un fatto realmente accaduto a Noel.Una canzone di saluto,acustica che da un arrivederci all’ascoltatore.

In poche parole Definitely Maybe è stato uno degli album più significativi negli anni 90 e secondo me uno tra i migliori esordi di tutti i tempi.

VOTO 10

 

Una nota a margine meritano due canzoni: Sad Song e Whatever. La prima è stata inserita solo nel vinile di Definitely Maybe ed è una canzone malinconica e per certi versi struggenti. Qui canta Noel con la sua chitarra a fare da unico accompagnatore per eseguire una canzone con un testo che fa tornare alla luce i momenti che Noel passava quando ancora non era certo una star del rock. In un'unica parola struggente. Invece Whatever fu pubblicata a natale del 94 come singolo e venne definita la nuova Hey Jude da molti addetti ai lavori. In effetti la canzone raggiunge dei picchi elevati di puro pop. Una canzone quasi perfetta per l’uso delle chitarre(acustiche ed elettriche),i violini e la voce veramente ottima di Liam. Una canzone con un ottimo strato del suono che forse neanche Noel si sognava di raggiungere quando la canzone si chiamava ancora Whatever I (anche se alcuni maligni dicono che assomigli a All the young dudes di David Bowie). Diciamo che con questa canzone gli Oasis incominciano a far intravedere il loro cambiamento dopo Definitely maybe.

 

(WHAT’S THE STORY) MORNING GLORY ? (1995)

Il disco di consacrazione mondiale per gli Oasis che riuscì a sfondare anche in America. Morning Glory è anche  il disco più venduto di tutti i tempi in Gran Bretagna, un vero e proprio bestseller insomma.

Dopo questo disco gli Oasis diventano la più grande band inglese di sempre, ovviamente dopo i Beatles. Questo discorso vale per la mania generatasi attorno alla band, roba che non si vedeva dai tempi dei Beatles appunto. Ci fu una vera e propria oasismania che fece volare le vendite dei dischi e le vendite di ticket per i concerti e il gruppo divenne enormemente popolare. Per questo motivo gli Oasis divennero il secondo gruppo più popolare di sempre in Gran Bretagna. Da segnalare che il posto dello scarso batterista Tony McCarroll viene preso dal grandissimo Alan White e le canzoni di Noel ne hanno beneficiato in positivo(sentire qualsiasi live post - 94 per credere).

Il disco si apre con Hello, una canzone che saluta tutti i fans della band che per tutto il 94 e metà 95 hanno sempre sostenuto il gruppo.Purtroppo Noel deve pagare i diritti a Gary Glitter per aver usato qualche accordo e qualche parola della sua Hello,Hello I’m back again. Già da subito si capisce che il sound è cambiato, e i testi sono molto più riflessivi e meno arrabbiati del periodo Definitely Maybe. Il secondo solco del disco è affidato a Roll with it, canzone famosa per aver conteso il primo posto in classifica a Country House dei Blur(ma qui sapete tutti com’è andata la storia vero?)Gli intrecci vocali tra i due fratelli Gallagher assomigliano molto a quelli dei fratelli Wilson dei Beach Boys. La musica è un rock n roll molto semplice che rimanda come disse Damon Albarn agli Status Quo. Comunque Roll with it è un classico che dal vivo viene reso molto più veloce e potente. La terza traccia dell’album è forse la canzone più amata in assoluto degli anni 90: Wonderwall. Qui Noel realizza qualcosa di meraviglioso, forse solo i Beatles avrebbero potuto scrivere questa canzone. Già il titolo è un omaggio a George Harrison e la struttura con cui è stata composta la canzone non può che ricordare i favolosi Beatles. La voce di Liam è perfetta,ma insomma cosa non è perfetto in questa canzone?Già storia della musica. Subito dopo Wonderwall un altro grandissimo classico anni 90: Don’t look back in anger. Qui canta Noel e si capisce subito dalle prime note di pianoforte chi è l’ispiratore della canzone: John Lennon. Infatti Noel omaggia John con l’intro di Imagine e anche nel testo della canzone c’è una frase molto cara a John Lennon [...]“So I must start a revolution from my bed/’Cause you said the brains I had went to my head..”[…] Con Hey Now si ritorna un po alle origini e al sound di Definitely Maybe, un brano che fa  molto Stone Roses e di sicuro impatto. Uno dei brani Oasis più sottovalutati.

Dopo un breve scorcio di The Swamp song si arriva a un altro classico,ovvero Some might say, il primo brano a dare agli Oasis il primo posto in single chart. Brano molto amato dai fans della band anche per il suo testo in puro stile Oasis(oltre che per le parti musicali,specie per le sovrapposizioni vocali dei due Gallagher alla fine). Con Cast No Shadow dedicata al genio di Richard Ashcrotf dei Verve( come scritto nei credits del disco) Noel raggiunge anche una certa maturità come autore di testi. Questa volta oltre a un ottima colonna sonora, c’è anche un ottimo testo e Liam canta alla grande. Qui anche il basso è molto ben inserito nella canzone e da un tocco in più alla composizione. Grande canzone. She’s electric è la solita filastrocca che Noel decide di mettere nei suoi dischi per allentare un po’ la “pressione” sull’ascoltatore. Molto beatlesiano nella struttura melodica( il coretto finale sembra ripreso da While a little help from my friends),venne ispirato a Noel da un programma televisivo che guardava da bambino.

Segue Morning Glory una canzone di puro rock( e inoltre da il nome al disco). Il testo torna ad occuparsi di tematiche sociali e il ritmo incalzante della canzone fa si che l’ascolto scorra via senza essere appesantito. All’inizio della canzone si sente un suono di elicotteri e i distorsori di Noel con in sottofondo una radio un po’ distorta aggiungono alla canzone un tocco cinematografico…bene, siamo arrivati a Champagne Supernova che chiude un album con la A maiuscola. Anche qui c’è un introduzione degna dei migliori Pink Floyd dove si sente un mare molto calmo con le onde che vanno quasi ad accarezzare l’ascoltatore. Bisogna dire che mettere diversi rumori prima o dopo le canzoni è una prerogativa per gli Oasis(che si tratti di fischi,frasi parlate,starnuti,il cinguettio degli uccelli poco importa…). Champagne Supernova alla fine risulta essere una grande canzone pop che poi si trasforma in una canzone rock con quel suo incedere lento ma maestoso. L’assolo di Noel con l’armonica di Paul Weller al suo fianco è da brivido e questo capolavoro mette cosi la parola fine all’album per eccellenza degli anni 90(insieme a Nevermind dei Nirvana).

VOTO 9

 

 

 

BE HERE NOW (1997)

Il disco più atteso dell’intera decade dei 90’ si rivela un buon disco,ma non all’altezza dei due capolavori precedenti. Noel dice che Be here Now fu influenzato molto dalle droghe e possiamo credergli visto che le canzoni sono spesso e volentieri troppo lunghe e molto “gonfie”. Senza contare poi che Owen Morris,colui che aveva già mixato i due precedenti lavori, qui sbaglia proprio tutto il missaggio. Non bisogna addossare tutte le colpe a Owen perché anche Noel è nella produzione del disco. In più  la copertina cela un sacco di misteri, incomincia a girare voce che Noel possa essere morto e che la copertina del disco sia piena di messaggi criptati…(dopo la presunta morte di Paul McCartney si aggiunge anche quella di Noel Gallagher?) Nonostante tutti i gossip, dichiarazioni e pettegolezzi, il disco va a ruba in tutto il mondo e in appena un mese dall’uscita si contavano già  6 milioni di copie vendute.

D’you know what I mean? apre il disco(oltre ad essere stato il primo e vendutissimo singolo) ed è sicuramente una delle più belle canzoni di Be here now. Influenzato dalle collaborazioni avute da Noel con i Chemical Brothers e Goldie il lunghissimo brano è però un crescendo di rock attorniato da vari effetti sonori molto inusuali per gli Oasis(ai tempi). La batteria infatti nasconde numerosi loop e Noel commise l’errore di confessare di aver usato un campionamento di batteria sgraffignato ai NWA gruppo hip-hop nel loro brano Straight Outta Compton . La seconda traccia dell’album è affidata al brano My Big Mouth molto chitarroso e che si accosta bene al punk – rock secondo la visione Oasis. Una canzone molto potente e adrenalinica anche se forse una Stay Young ci poteva stare meglio. Magic Pie è un altro capolavoro cantato da Noel,una canzone che si sa far valere molto bene, forse una delle più complete dell’album(il piccolo pezzo jazz alla fine ci sta molto bene). Segue Stand By Me diventata un piccolo classico di fine millennio. Una ballad molto trascinante sicuramente una delle migliori in ambito Oasis. I hope, I think , I know invece è puro rock n roll veloce e potente al punto giusto. Canzone molto povera di assoli (strano! Be here now ne è pieno) ma che riesce a fare muovere lo stesso; un vero peccato non averla mai sentita live. The Girl in the dirty t-shirt è una canzone molto mediocre e molto beatlesiana, con un testo che ha dietro una storia intera. Fade In out invece è una top song in ambito Oasis…si parte con delle chitarre acustiche(ah qui ci suona anche Johnny Depp)e poi un urlo sconvolto dà il via a una canzone di puro rock eseguita in modo quasi esoterico(con delle influenze strane,bonghi in sottofondo, ed effetti vari). Consiglio di sentirla live(nel bootleg registrato al Gmex di Manchester nel 97). La traccia numero otto è affidata a un'altra ballad, Don’t go away, dedicata da Noel a sua madre Peggy. La canzone ha un grande successo,soprattutto in Giappone dove viene presentata anche come singolo, e diventa una delle canzoni più conosciute degli Oasis. Sinceramente credo sia una buona canzone ma nulla di più,insomma Noel ha fatto di meglio. La canzone è forse la meglio prodotta(insieme a Fade in out e All around the world),i violini sono veramente inseriti bene e alla fine quel misto violini - voce-chitarra elettrica da un notevole tocco di classe alla canzone. E’ il momento della title – track,ovvero Be here now. Ecco la solita canzoncina con il testo filastrocca e questa volta con un testo veramente nonsense. Alla fine la canzone risulta gradevole ma messa all’apertura dei concerti per il Be here now tour è una bella idea. La traccia numero dieci dell’album è affidata a una delle migliori canzoni degli Oasis, All around the world, un epopea lunga 12 minuti. Con questa canzone gli Oasis realizzano anche il video più costoso nella loro storia che è poi uno dei tanti omaggi ai Beatles( questa volta a quelli di Yellow Submarine).

La canzone parte piano per finire in un crescendo molto intenso, con tanto di una intera orchestra(36 elementi!) che suonano pari passo con la voce di Liam Gallagher. Forse la canzone più anni 60’ mai realizzata dagli Oasis. La penultima traccia dell’album è It’s gettin better (Man!!) puro rock n roll. La sua nota dolente sta nel testo,magari le trentacinque “it’s gettin better man!!” ripetute alla fine della canzone se le potevano risparmiare….Si dice anche che questa canzone sia un omaggio di Noel ai Beatles(strano eh?) di Gettin Better. L’ultimo pezzo è una reprise di All around the world ben fatta che però non aggiunge nulla a un buon disco ma senza il consueto colpo di genio però.

VOTO 7

 

STANDING ON THE SHOULDER OF GIANTS (2000)

Il disco più sottovalutato di tutta la storia discografica targata Oasis. Sicuramente non un disco ai livelli dei primi due, ma qui signori ci sono gli Oasis più sperimentali. E sicuramente ci sono canzoni mediocri,ma alternate ad alcuni piccoli capolavori. E’il disco che ha venduto meno forse perché,come detto prima, molti fans non si aspettavano una svolta che pur non essendo radicale, ha cambiato il sound – Oasis. Per la prima volta al mixer c’è Mark “ Spike” Stent che prende il posto del deludente Owen Morris di Be here now. Come al solito c’è anche Noel a produrre l’album. E in questo disco il sound che aveva caratterizzato i vecchi Oasis sparisce. Così come sono spariti due membri storici del gruppo, ovvero Paul “Bonehead” Arthurs (chitarra) e Paul “Guigsy” Mc Guigan (basso). I due nuovi componenti sono Gem Archer(Ex Heavy stereo) e Andy Bell (ex Ride e Hurricane #1). Da segnalare però i nuovi membri non suonarono neppure una nota nel disco che praticamente venne suonato da Noel, Paul Stacey e Mark Coyle(l’ingegnere del suono di Definitely Maybe).

Si parte fortissimo con il brano di apertura, la travolgente e strumentale Fuckin in the bushes (usata come colonna sonora di The Snatch film di Guy Ritchie). Quando ho sentito il disco per la prima volta non potevo credere si trattasse degli Oasis. Mi sembravano i Primal Scream che suonavano con i Led Zeppelin! Poi il coro in sottofondo sembra preso da qualche parte in The Darkside of the moon dei Pink Floyd. Non a caso questa è la canzone preferita dei Chemical Brothers

Con il secondo brano si ritorna alle origini, infatti Go let it out (primo singolo) è un ottima canzone in pieno stile brit pop. Finalmente si comincia a sentire il basso e la canzone, molto beatlesiana come al solito, se ne avvantaggia. Una delle migliori in assoluto degli Oasis anche se il testo è molto rassomigliante a quello di Inner meet me della Beta Band. La terza traccia sembra provenire direttamente da Revolver, grandioso album dei Beatles(quello più psichedelico nella loro storia).Who feels love? è una canzone veramente di impatto,molto rilassante e con un testo inusuale per Noel Gallagher. Infatti è la prima volta che nel testo di una canzone degli Oasis c’è la parola Love(amore). Inoltre l’atmosfera molto indiana rende la canzone un vero e proprio trip!! Noel disse” la prima volta che quelli della Sony sentirono la canzone mi chiesero se veramente non mi drogavo più.” Il quarto solco dell’album è affidato a Put Yer money where yer mouth is, una canzone molto sporca e molto rock. Il riff è stato preso in prestito da Roadhouse Blues dei Doors ma il resto della canzone non è di grande rilievo. Molto bella la jammata finale con il coro. E’ il turno della prima canzone scritta da un membro degli Oasis che non sia Noel Gallagher. Infatti l’autore è suo fratello Liam. Little James è dedicata al suo figliastro( figlio della sua ex moglie Patsy Kensit). E’ una canzone molto dolce,una ninna nanna con un testo molto elementare. Una canzone che ha diviso tanto i fans degli Oasis, tra chi la definiva un capolavoro e chi una mezza schifezza. Io sono dell’ opinione che sia una canzoncina mediocre,ma ben prodotta. Insomma come prima canzone Liam ha dimostrato di avere ampi raggi di miglioramento. Dopo la parentesi Liam, si torna al rock di Gas Panic! Una delle migliori canzoni firmate Noel. Il testo è molto autobiografico,infatti Noel parla dei suoi fantasmi passati(la droga) e delle nottate insonni cercando una via di uscita. La canzone è già un classico per i fans ,con i suoi passaggi tetri e cupi, i suoni di fondo che ci immedesimano appieno nell’inconscio di Noel Gallagher. Nelle sue versioni live la canzone è ancora meglio.Un altra Top song! Nella settima traccia del disco alla voce troviamo proprio Noel con la sua Where did it all go wrong? Si tratta infatti di un ballad in stile rock soft targato U.S.A. che contiene,ancora una volta, un testo molto auto biografico. E’ praticamente un lamento allo star system e al mondo dello spettacolo in generale. Una canzone ben riuscita. Segue un'altra canzone cantata sempre da Noel,ovvero Sunday Morning Call. In una recensione di SOTSOG lessi che questa canzone era un omaggio al brit pop e ai Radiohead di No Surpries. Sinceramente non credo che Noel possa omaggiare un gruppo cosi odiato, ma qualcosina in comune tra le due canzoni si trova. Specie nella musica più che ne testo. Sicuramente Sunday morning call è una delle canzoni migliori del disco e fin qui si nota che Noel è molto migliorato come autore di testi. Beh si sa che la vecchiaia rende più maturi e riflessivi. Anche se con la successiva I can see a liar Noel si trova di nuovo in difficoltà con le parole. Comunque si tratta di una canzone aggressiva,sui livelli punk dei Sex Pistols con leggeri toni di Ac/Dc(proprio leggeri)e una melodia alla Beatles. L’ultima canzone è la spettacolare Roll it over. Non è sicuramente una delle 20 migliori canzoni degli Oasis,ma il modo con cui è stata arrangiata è strepitoso. Noel forse voleva creare una canzone epica come Champagne Supernova e c’è quasi riuscito.Il coro fa molto Pink Floyd e Liam canta veramente bene. Roll it over si è dimostrata la canzone migliore per chiudere un disco pieno zeppo di citazioni ai più grandi gruppi di sempre.

VOTO : 7,5

 

HEATHEN CHEMISTRY (2002)

Ed eccoci arrivati all’ultimo disco degli Oasis,uscito proprio quest’anno. Finalmente qui gli Oasis si dimostrano un vero gruppo. Tutti i membri della band hanno scritto almeno una canzone(tranne Alan White il batterista)e il disco è stato prodotta da tutta la band. Il missaggio è stato affidato ancora a Mark Stent. In questo disco si ritorna alle origini, si abbandona la strada incominciata con Standing on the shoulder of giants e si torna al puro rock n roll (venato di pop).

The Hindu Times (già edita come primo singolo) apre l’album ed è scritta da Noel. Una canzone rock venato di una lieve influenza orientale. Certo i soliti maligni hanno accostato il riff di The Hindu times a Same size feet degli Stereophonics, a Rain degli immancabili Beatles o addirittura a Does Your Mother Know degli Abba, ma poco importa: The Hindu Times è un ottima canzone,potente e finalmente si può sentire che i due nuovi membri ci sanno fare. Infatti tutta la canzone è supportata da un ottimo “muro” di suono. Da notare che Gem Archer ha aiutato Noel alla stesura della canzone e quindi i crediti potevano andare anche a lui,ma Noel si è preso tutto il merito. La seconda traccia è un blues sporco scritto da Noel chiamato Force of nature. Questa canzone mi fa impazzire(dal vivo è una vera e propria forza della natura!).Al primo ascolto può non piacere,ma quando la canzone ti prende non ti lascia più. Fuckin great! Poi è il turno di Hung in a bad place scritta da Gem Archer una canzone potentissima con venature blues. Il feedback fa da padrone nella canzone,molto sporca ma tiratissima. Il riff assomiglia a quello di No Fun degli Stooges. La quarta canzone del disco è il nuovo classico Stop Crying your heart out scritto da Noel. Alcuni(come al solito sempre pronti a gettare merda) sostengono che assomigli un po’ troppo ad Again di Lenny Kravitz. Come si è già dimostrato non c’è nessuna base che possa autorizzare il buon Lenny a fare causa agli Oasis e comunque credo nella buonafede di Noel. Se proprio deve plagiare che plagi i migliori! Comunque la canzone è una gran ballad,molto schietta e limpida. Ottimi i coretti di Noel e le sue contro voci.Grande canzone veramente. La quinta traccia è affidata a Songbird scritta da Liam Gallagher. Posso ben affermare che Liam qui ha fatto un piccolo capolavoro. La voce che ricorda John Lennon(qui più che mai) si mette in risalto su una canzone semplicissima ma che è un vero gioiellino. Poi le note alte dell’organetto alla fine sono una trovata geniale(qui credo sia opera di Noel).Il pianoforte,la chitarra acustica,il tamburello e i battimani completano una canzone veramente bella ma soprattutto semplice. John sarebbe fiero di te Liam! Dopo questo breve(ma di grande impatto) intermezzo si passa a un'altra ballad targata Noel Gallagher( la canta lui stesso).Little by Little potrebbe essere definita una Don’t look back in anger in tono minore,ma la canzone è qualcosa di più di una semplice revisione. Noel canta molto bene e la solista di Gem fa un bel lavoro. Futuro singolo e da li si vedrà se potrà essere la nuova Don’t look back in anger. A quick peep è un breve intermezzo,molto piacevole scritto da Andy Bell. Uno strumentale di appena un minuto o poco più che fa tornare in mente gli anni 60 dei Fletwood Mac con Peter Green alla chitarra, passando per una tastiera che sembra suonata da Ray Manzarek . Però ad esseri onesti gli Oasis potevano mettere sul disco una vera canzone scritta da Andy, tipo Thank you for the good times pubblicata solo come lato b del singolo di Stop crying your heart out. Se non altro per rendere più giustizia a Andy come autore(va ricordato che lui scrisse Step into my world grande canzone degli anni 90). La traccia numero 8 è (Probably)All in the mind scritta da Noel. In questa canzone c’è Johnny Marr ex chitarrista di un altro grande gruppo di Manchester..gli Smiths. Infatti l’assolo è suonato da Johnny e la canzone è una specie di Who feels love? ma molto più rockeggiante. She is love è l’omaggio di Noel alla sua fidanzata(ormai ex) Sarah. Una canzoncina acustica sulla falsariga di Songbird (Liam ha fatto meglio però) con un organetto a scandire note molto dolci in una canzone che al primo ascolto può sembrare quasi country. Orecchiabile ma niente di più (forse Sarah ha lasciato Noel perché si è incazzata del fatto che a Meg,la sua ex moglie, Noel avesse dedicato quel capolavoro di Wonderwall, mentre lei si è dovuta accontentare di She is love..a voi le conclusioni). Born on a different cloud è la decima traccia del disco ed è scritta da Liam. Anche questa come Little James ha diviso i fans(anche se è innegabile che tra le due canzoni ci sia un abisso). Io penso che Liam abbia scritto una grande canzone e chi la detestava si è dovuto ricredere dal vivo,perché li è veramente spettacolare. Una canzone completa,molto malinconica e simile al sound di Standing on the shoulder of giants.Anche qui alla chitarra c’è il maestro Johnny Marr(e fa pure i backing vocals). L’ultima traccia è opera di Liam..e sono tre!e che canzoni!!Questa Better Man è una canzone sfacciata con un messaggio molto semplice: “Voglio essere un uomo migliore”.Le Chitarre ricordano molto gli Stone Roses e sono molto graffianti( i riffs in modo particolare,farebbero invidia a John Squire).Questa è la canzone che mette fine a questo attesissimo e bellissimo disco che riporta gli Oasis ai livelli dei primi due album…ah no c’è anche una canzone “fantasma” che si chiama The Cage,uno strumentale in puro stile Led Zeppelin veramente ben fatto,firmato Noel Gallagher. Adesso si che il disco è finito.

VOTO: 8

 

THE MASTERPLAN (THE BEST OF THE B SIDES) (1998)

Una raccolta di b – sides prese dai vari singoli (fino al 1997) veramente strepitosa! Questa raccolta dimostra che non c’è nessun altro gruppo capace di mettere come lati b di singoli veri e proprio capolavori. Dato che non sono presenti nel disco(perché usciti più tardi) voglio segnalare canzoni  come Shout it out loud, One Way Road, Let’s all make believe, Idler’s Dream, Carry us all e Just gettin’older . Questa raccolta è stata assemblata con l’aiuto dei fans che via internet hanno scelto le canzoni da mettere nel disco. Ci sono alcune gravi mancanze come Take me away, Round are way e Step Out( questa probabilmente accantonata perché i diritti da pagare per plagio a Stevie Wonder per la canzone Uptight erano troppo alti).

Apre il disco una canzone che è un classico nella storia degli Oasis: Acquiesce. Molte persone pensano che doveva prendere il posto di Some might say come singolo principale perché è una canzone rock con un testo che sembra dedicato apposta a Liam. Anche se in realtà Noel aveva scritto questa canzone come inno ufficiale della sua squadra del cuore,il Manchester City. Poi si rese conto che la canzone era troppo bella per essere usata come inno calcistico. Un'altra particolarità della canzone sta nel fatto che il ritornello è cantato solamente da Noel,mentre Liam canta le strofe normali. Acquiesce è anche un pilastro portante nei live della band. Segue la canzone Underneath the Sky,veramente niente di speciale. Usata come riempitivo per le registrazioni di Morning Glory, la canzone è molto semplice e il pezzo centrale è uguale a una canzone dei Kinks. Da segnalare che Liam canta però molto bene. La terza traccia è un capolavoro chiamato Talk Tonight. Una struggente ballad cantata stupendamente da Noel con solo la sua chitarra come accompagnamento. Una ballad in stile americano e forse è per questo che Liam la odia a dismisura. Invece questa canzone meritava molto di più. Going Nowhere invece è stata scritta nel 1990 ma pubblicata solo nel 1997 come retro di Stand by me. Utilizzata anche come colonna sonora di The Acid House,film inglese del 98(una specie di seguito di Trainspotting), Going Nowhere risulta una canzone piacevole e di classe,con un ottimo arrangiamento e delle belle sviolinate. Anche qui canta Noel. Segue la canzone punk per eccellenza degli Oasis,ovvero Fade Away. The Swamp song è invece una canzone strumentale tirata e anfetaminica con Paul Weller alla fisarmonica. Poi segue una cover per eccellenza nel repertorio live degli Oasis, I Am the walrus dei Beatles. Cover veramente ben eseguita e molto più veloce rispetto alla versione originale non è mai stata fatta in studio. Una versione live di questa canzone suonata all’ Earl’s Court a Londra nel 95 rimarrà nella storia degli Oasis(con tanto di orchestra che suonava insieme alla band). Segue la fragorosa Listen Up, in pratica un auto-plagio. Infatti si parte con la batteria che sembra presa in prestito dall’intro di Live Forever e poi la canzone parte con il riff di Supersonic. Comunque una canzone tutto sommato buona dove Liam canta ancora una volta benissimo. La traccia numero nove è affidata a Rockin Chair una canzone in veste acustica dove ancora una volta Our Kid (Liam) canta superbamente! Inutile dire che la canzone è un altro piccolo gioiello. Half the world away è un omaggio a uno dei compositori più ammirati da Noel Gallagher : Burt Bacharach. Infatti Noel ha ammesso di aver scritto questa bellissima canzone invertendo gli accordi di una delle più famose canzoni del vecchio Burt,ovvero This guys in love with you.Ironia della sorte nel 1996 Noel riuscirà a cantare proprio con Burt Bacharach. Indovinate quale canzone? Segue la canzone (It’s good) to be free, una canzone un pò monotona che ha nell’assolo il suo punto di forza. Curioso lo stacchetto finale suonato da Bonehead. La seguente Stay Young meritava forse di finire su Be Here Now ma Noel non è dello stesso parere,anzi pensa che questa canzone non meritasse neanche il posto in questa raccolta se non fosse che Liam si impose per fare entrare Stay Young nel disco. Secondo me è una buonissima canzone ma non il massimo dell’originalità. La prepotente Headshrinker stupisce per le sue  velocissime parti di chitarra. Un ottima canzone punk rock e anche la batteria di Tony Mc Carroll fa un ottimo lavoro. L’ultima traccia del disco è riservata a The Masterplan che da anche il nome alla raccolta. E qui mi tolgo il cappello di fronte al genio di Noel Gallagher. Forse la miglior canzone degli Oasis(una delle migliori 10 di sicuro) “sprecata” come b sides. Canzone molto beatlesiana ma con un ottimo testo e una musica spettacolosa. Canta Noel e la sua voce si plasma perfettamente al suono della canzone. Un vero e proprio capolavoro.

VOTO : 7,5

 

FAMILIAR TO MILLIONS (2000)

Il primo live degli Oasis a uscire come disco,una specie di celebrazione alla spettacolarità degli Oasis dal vivo,giunto soprattutto dopo un tour veramente disastrato. Registrato a Wembley nel Luglio del 2000 è la prima delle due serate sold out tenutesi nel tempio del football inglese. Il sound è mostruoso ma non è assolutamente il miglior live nella storia degli Oasis. In Cigarettes & Alcohol si parte con l’intro di Tomorrow never Knows dei Beatles per finire con Whole lotta love dei Led Zeppelin. Grandissima versione di Gas Panic e ottime le covers Hey Hey My My di Neil Young(un amico di Noel)e Helter Skelter dei Beatles(questa canzone però non è stata registrata a Wembley,ma a Milwakee).

Tracklist:

Fuckin in the bushes, Go let it out, Who feels love?, Supersonic, Shakermaker, Acquiesce, Step Out, Gas Panic!, Roll with it, Stand by me.

 

Disc 2:

Wonderwall, Cigarettes & Alcohol, Don’t look back in anger, Live Forever, Hey Hey My My, Champagne Supernova, Rock n’ Roll star, Helter Skelter.

 

VOTO: 7,5