Pubblicata sul ROLLING STONE
Australia 608, Gennaio 2003

Il numero del Rolling Stone
sul quale è pubblicata
l’intervista di Noel
Quando il compositore/chitarrista Noel Gallagher ha deciso di far parte della band, si è impegnato ad essere l’ospite di un talk show. Loquace e presuntuoso – e divertentissimo – possiede chiaramente l’astuzia tipica del gene dei Gallagher, mentre il fratello Liam, 30enne e cantante del gruppo, tende prima ad agire per poi finire per vie stragiudiziali.
Ora trentacinquenne, Noel e il resto della band
hanno trascorso gran parte del 2002 on the road, col loro quinto album, Heathen
Chemistry. E durante questo tempo, è stato in grado di riprendersi dalle varie
sbornie, si è messo in imbarazzo nelle biblioteca pubblica e ha sognato di
scrivere canzoni come Morrissey.
Come hai
iniziato a scrivere canzoni?
E’ come una vocazione, no? Un giorno ho preso in
mano una chitarra acustica e mi sono sentito a mio agio. Ero l’unica persona,
tra tutte quelle che frequentavo all’epoca, ad avere interesse per la musica.
Tutti gli altri rubavano o andavano a fare violenza agli stadi. Ma cosa mi ha
guidato alla musica? L’Invisibile Dio del Rock & Roll, qualsiasi cosa esso
possa essere.
Qual è stata
la prima canzoni che ti è davvero piaciuta?
“She Loves You” dei Beatles. I miei genitori avevano
l’album rosso e blu e penso di averla sentita per la prima volta proprio da
questi album. Mi piaceva il modo in cui battevano le mani e graidavano
“Woooooh”. E’ una bella canzone.
Qual e stata
la prima canzone che sei riuscito a strimpellare con la chitarra?
“House Of The Rising Son”. Mi ero dato appuntamento
con un ragazzo che abitava nelle mie vicinanze e che sapevo aveva una chitarra.
Se è stato facile? Per niente! Per me era facile stare su un accordo, ma ci ho
impiegato un mese ad imparare l’A minore e il C e un altro mese ad imparare il
D. Ero all’inizio della mia adolescenza. Non mi sono mai voltato indietro. Beh,
solo con rabbia.
E il primo
album che hai comprato?
“Never Mind The Bollocks” dei Sex Pistols. L’ho
comprato quando avevo 13 anni in un negozio chiamato Sifter’s, che è poi stato
immortalato in “Shakermaker”. Era come uno scherzo allora quell’album, perché
conteneva tutte quelle imprecazioni. Soprattutto parole come “fottiti” e
“merda”, e dovevo ascoltarmelo piano perché non lo sentisse la mamma. A
quell’età, non avevamo capito che era un album culturalmente così importante.
Vai ancora a
comprare dischi?
Ah, qui ho una fatto divertente da raccontare.
Un po’ di tempo fa sono uscito a Melbourne per
comprare dei dischi. Sono entrato in questo negozio e ho iniziato a fare il
pieno di album. Sono stato dentro più di un’ora e avevo trovato delle cose
spettacolari, tutti vinili.
Poi sono arrivato alla cassa e questo tizio mi ha detto:
“Posso avere il suo nome?”. Così gli ho risposto che mi chiamavo Noel. E lui mi
ha chiesto il mio cognome e io gli ho detto: “Gallagher”. Scriveva tutto sul
computer e così ho pensato “questo è un fottuto fascista!”. Poi mi ha chiesto
il mio indirizzo e io gli ho detto: “Seee, Inghilterra”.
E poi il tipo mi dice che il mio nome non risultava
inserito nel computer e io gli ho risposto: “Ma perché il mio cazzo di nome
dovrebbe essere inserito sul tuo computer?”. E lui mi ha detto: “Perché qui siamo
in una biblioteca pubblica”. Così sono uscito e sono ritornato al pub, dove
avrei fatto meglio a rimanere fin dall’inizio.
Ho sentito che
tu e Bono siete buoni amici.
Bono è un grande. La gente dice “Guarda quello con
fottuto George Bush” e cose del genere. Ma io vi posso dire che è un uomo
meraviglioso. Lo amo.
Hai una
canzone preferita degli U2?
“One”. E’ favolosa. Ho una storia divertente su
Bono. Una sera c’eravamo io, Liam e Bono seduti dietro su una limousine e io e
Liam stavamo parlando di quanto ci piacesse “One”. Ora, sono sicuro che quel coglione
di Bono sia riuscito a farci uno shcerzo in qualche modo, ma prova ad
indovinare quale canzone hanno fatto sentire alla radio quando l’abbiamo
accesa? Quel cazzo di “One” degli U2!
E’ vicino a Dio, quel coglione di Bono. L’abbiamo
guardato e gli abbiamo chiesto “Ma hai la tua stazione radio personale?”.
Cosa vorresti
cambiare del tuo modo di scrivere canzoni?
La musica e la melodia sono cose che mi vengono
naturalmente, ma le parole…beh, vorrei riuscire ad esprimere di più e in modo
migliore i sentimenti e i pensieri, come riescono a fare Morrisey o Bono o Thom
Yorke. Ma poi penso: “Beh, loro però non riusciranno mai a scrivere una canzone
come The Hindu Times”, così mi metto il cuore in pace e so che le cose si
bilanciano.
Qualcuno ti ha
mai detto che gli album degli Oasis gli ispirano sesso?
Certamente! Una
volta ero in Giappone e ho incontrato questo gruppo di spogliarellisti che mi
hanno detto che ballano sempre sulle canzoni di “Champagne Supernova” e “Wonderwall”.
Io ho risposto con un semplice “Ah, davvero?”. E, per fortuna, non ho avuto
alcuna dimostrazione.
Pensi che tu e
Liam andreste d’accordo riguardo alla vostra canzone preferita degli Oasis?
“Live Forever”. Perché, a suo tempo, significava
tantissimo per entrambi. Quando usci quella canzone, le nostre vite
cominciarono a cambiare completamente. E due settimane dopo uscì anche l’album
e…e per noi è stata fatta!
Cosa pensi dei
The Vines e di tutte queste nuove garage rock band?
Vorrei davvero che mi piacessero i The Vines, ma non
so cos’è che mi blocca. C’è il fatto che li si paragona così tanto ai Nirvana,
ma penso che Kurt Cobain avesse un senso della melodia migliore. Dovrei vedere
un loro concerto dal vivo prima di giudicarli. La giuria è out!
Come ti sembra
che reagisca tua figlia Anais alla vostra musica?
Penso che “Roll With It” sia la sua preferita. E’
pazza come una scatola piena di rane, ma sai cosa ti dico? Che è non balla per
niente male!