Ashcroft, la mia religione

Esce il 21 di ottobre il secondo album solista del'ex leader dei Verve

Prima gli inni urbani di "Hurban Hyms" poi le umane condizioni di "Human Condition". Richar Ashcroft, affascinante e tenebroso ex leader dei Verve, pubblica il suo nuovo lavoro da solista. S'intitola "Human Condition" e sarà nei negozi dal 21 ottobre. I suoi ex compagni: il bassista Simon Tong e il chitarrista Simon Jones, hanno formato una band The Shining con l'intento di spaventarlo, ma Ashcroft non sembra preoccuparsene anzi la sua posizione sull'argomento è di un'ironia tagliente: «Loro dicono che la nostra fine è stata dovuta a divergenze musicali perchè non apprezzavano i brani fatti da me, sono quelli arrangiati con archi e, che poi hanno avuto più successo, come "Lucky man" o "Bitter sweet symphony". Ma oggi i miei ex compagni si comprano le macchine con i soldi della musica in cui non credevano».

In un mondo dove la maggior parte dei cantanti dà di sé un'immagine politicamente corretta lei si mette a nudo e si offre con tutti i suoi vizi
Sì è vero. Le sigarette uccidono, ma io ne ho dipendenza. Sono drogato di caffeina  e Dio solo sa quant'altro. Dubito sempre di chi non ha vizi  e soprattutto di chi non li mostra, perché spesso sono proprio loro i peggiori. Quante volte i fatti di cronaca lo confermano.. era un bravo ragazzo ma ha ucciso la fidanzata che non aveva vizi.
 
Human Condition è un titolo ambizioso per un disco perché ha scelto di intitolarlo proprio così?
Sono affascinato dalla condizione umana, dalla molteplicità delle sfaccettature. Mi chiedo spesso cosa c'è dietro la ricerca costante della felicità, se davvero siamo diventati tutti matti. Ma un'altra importante ragione nella scelta di questo titolo sta nel fatto che come padre mi sono posto il problema di comunicare un messaggio d'amore visto che non ho una religione.

Non ha una religione però ha una croce al collo?

Io non ho detto che non credo in Gesù Cristo, mi ripugna  ciò che è accaduto dopo che è stato crocifisso. Ad esempio trovo assurdo che in America ci siano contenitori di plastica trasparente che hanno le funzioni di confessionali. Credo nella purezza del messaggio di Gesù, e penso che attraverso ciò che ha predicato si possa davvero sperare in un mondo migliore.

Molti la considerano un predicatore, un profeta cosa risponde in proposito?
Profeta non mi sento. Io non ho niente da dire e niente da insegnare a nessuno. Io non do risposte se è questo che vedono in me sbagliano. Sono solo un musicista ed un padre ed è questo che ti fa cambiare la visione della vita.

In che senso scusi?

Essere padre vedere il prorpio figlio crescere ti cambia la prospettiva delle cose. Io ho riflettuto a lungo sulla mia musica sui testi che scrivevo sui messaggi che volevo dare alla gente ma soprattutto mi sono chiesto. Perché faccio musica? E "Paradise" in questo senso è una canzone risposta. Dentro c'è l'essenza del mio essere padre, l'innocenza del mondo i sogni di ricominciare di mettere le cose a posto di vivere in un mondo più bello un mondo che sembra il paradiso.

18 ottobre 2002  

 
    Claudia Di Meo