![]()
Prima data in assoluto in Italia per i thrills, gruppo composto da 5 giovani
irlandesi con i beach boys e i beatles nel cuore. Parto per il concerto curioso
e anche un po' preoccupato: dai Bootleg che ho ascoltato live sono un po'
scalosi, non riescono evidentemente a colmare tutti i suoni che ci sono sul
disco. Non che su So much For The City ci sia questa varietà di toni e
timbriche, ma i controcanti e i cori di sottofondo sono essenziali, e la loro
mancanza si fa sentire...
Dopo il breve set inutile di Nonmiricordoneanchechi (ma tanto, tra problemi
tecnici, problemi al microfono, problemi alle casse e agli strumenti è stato un
problema capire una nota) sale sul palco il main Act. Poco prima dell'attacco mi
giro e dò un'occhiata alla folla... chissà chi c'è... e mi stupisco nel vedere,
oltre ai tipici ragazzi amanti dell'indie pop, sparsi qua e la una serie di
attempati signori sui 40 - 50, che sono corsi qua... chissà perchè? Forse spinti
dai figli, ma mi piace pensare che sono venuti di spontanea volontà per vedere i
5.
Si parte (mi sembra di ricordare) alla grande, col nuovo singolo One horse town
che fa presa immediatamente sul pubblico, il sonoro mi stupisce, sebbene sono in
5 riescono benissimo a riempire l'aria e ad avere suoni contemporaneamente rozzi
e curati (chissa che era successo nella serata del bootleg).
Tecnicamente c'è in scena una Danelectro, che fa molto vintage, un bel basso
fender mancino, una tastiera synth (che non la vedo bene, e quindi non so dirvi
la marca) e la batteria "come si porta adesso" cioè con un solo tom ma un
rullante molto alto e potente.
Le canzoni dell'album si susseguono un dopo l'altra, i più preparati fanno un
piccolo boato per Santa Cruz, primo ep/prova discografica , ma i massimo arriva
con l'atteso giro di chitarra di Big Sur, e con un coro che accompagna tutta la
canzone.
Alla fine suoneranno circa metà album più un nuovo pezzo che, a dirla tutta, è
un po' troppo pesante, nel senso che sembra trascinarsi fino alla fine, spero
che in studio abbia miglior fortuna
Il cantante saluta tutti "hello, we're the fuc*ing Thrills" le luci si accendono e lo spettacolo finisce. Tra piccole colpe (40 minuti scarsi) e scusanti varie (un solo album in cantiere e poi e un po' come per gli strokes, si sa che il loro suono e quello) è stato un bel concerto.
by Vampyro thevampire@libero.it