.: Biografia Gene :.

 

 A cura di: Andrea Kontrotempo

Nascono nella seconda metà del 1993 dalle ceneri di una band (Spin) nella quale già militavano due membri dei futuri Gene, ossia Steve Mason (Chitarra) e Matt James (Batteria). Alla dipartita del bassista  e del cantante, gli Spin si mettono alla ricerca frenetica di due figure che potessero ricoprire tali ruoli, rispondono all’appello Kevin Miles (Basso) ed un giovane dandy originario del Galles, tale Martin Rossiter. Di lì a qualche mese vedono la luce i primi  brani che andranno poi a costituire la spina dorsale del  loro disco d’esordio. Anche le apparizioni live cominciano a diventare consistenti, la stampa specializzata concede le prime attenzioni a questo gruppo, che vedono come una sorta di Paul Weller che incontra gli Small Faces che incontrano gli Smiths. Il 1994 è l’anno di svolta per i Gene, la Costermonger, etichetta creata appositamente per poter permettere alla band di esordire, ad aprile  licenzia il primo singolo “For The Dead/Child Body”,  questione di pochi giorni e si scatena la corsa all’adulazione di questi quattro giovanotti londinesi. Select, autorevole rivista specializzata,  consacra “For The Dead” singolo del mese, NME lo elegge a “singolo della settimana”, la BBC Radio 1 non si lascia sfuggire questa occasione ed include il singolo nella sua playlist con il risultato di veder bruciate in due giorni le 2000 copie che prudentemente la Costermonger aveva stampato. I live si succedono a ritmo vertiginoso, memorabile l’apparizione al “The Forum” di Londra dove i Gene,  nonostante appaiano come la band di supporto degli headliners Pulp, rubano la scena a questi ultimi.

Il secondo singolo “ Be My Light Be My Guide/This Is Not My Crime/I Can’t Help Myself ” viene stampato il primo agosto e consolida la fama costantemente in aumento della band, Melody Maker lo elegge immediatamente “ Singolo della Settimana “, una cosa è chiara sin da subito, la stampa musicale britannica adora questi ragazzi. Dopo aver messo a segno un 54° posto nella classifica ufficiale britannica, la band si imbarca nel primo tour da headliner, tour che vede l’apoteosi nel concerto al London’s Paradise Club, stipato all’inverosimile da 800 fans in delirio. A questo gig la major, Polydor records, contatta il gruppo per siglare un accordo che contempla l’uscita di due album.

 All ‘ indomani dell’applauditissima apparizione al Reading Festival, esce il terzo singolo “ Sleep Well Tonight “, a cui seguono delle date Sold Out in Francia. Il 1995 si prefigura per la band, un anno importantissimo, vengono chiamati ad esibirsi alla cerimonia dei NME Brat Award al London Astoria, i loro volti campeggiano sui paginoni di NME e Melody Maker che gli definisce “Miglior promessa “ del 1995. Il quarto singolo “ Haunted By You “ spinge la band al 32° posto della classifica nazionale, e di lì a qualche giorno esce l’attesissimo debutto a 33 giri (come si diceva un tempo) “Olympian “, che gli fa’ schizzare all’ 8°posizione nelle charts  britanniche. L’album si guadagnerà il “Disco d’argento” per la vendita di oltre 70.000 copie soltanto in U.K.

L’estate 1995 si consuma girando in lungo e in largo il pianeta (Giappone, Europa, Usa) in apparizioni live fulminanti, tra le quali ricordiamo quella al festival di Glastonbury in qualità di gruppo principale della manifestazione. A natale del medesimo anno i Gene si rinchiudono in studio per pre-produrre il loro secondo lavoro, ma non disdegneranno un apparizione al celebre spettacolo televisivo “ Top Of The Pops “. All’inizio del 1996 viene dato alle stampe un album di rarità, live, radio sessions e versioni acustiche di singoli: “ To See the Light “ che raggiunge il n. 11 nelle charts d’oltre manica, e rinnova il successo ormai conclamato dell’esordio. Mentre il nuovo album è in fase di  ultimazione, le apparizioni dal vivo si moltiplicano, ricordiamo quelle al  Reading Festival e al Roskilde, ma il 21 ottobre il nuovo singolo è pronto,  “Fighting Fit” raggiunge gli scaffali dei negozi e come si prevedeva è un successo di critica e pubblico, a distanza di qualche mese viene pubblicato il secondo singolo “We Could Be Kings” che preannuncia l’imminente uscita del nuovo album.

“ Drawn To The Deep End ” è pronto per prendere il volo nelle classifiche  ed entra prepotentemente nella top 10 la prima settimana di pubblicazione, un tour mondiale consacrerà la band in Canada, Giappone e perfino ad Honk Hong. Altri show case  alla BBC Radio 1 confermeranno i Gene come la formazione più “registrata” da questa prestigiosissima emittente britannica.

Il 1998 è impiegato per la maggior parte, a preparare il terzo album in studio e per attività diciamo così “collaterali”, Martin Rossiter, leader incontrastato della band, manifesta le proprie idee politico-sociali  partecipando ad un incontro al 10 di Downing Street con membri attivisti di Greenpace ed il primo ministro Tony Blair sui problemi del riscaldamento del globo terrestre. Il resto dell’anno vede la continuazione del lavoro interrotto ed un’altra registrazione alla BBC Radio 1, questa volta per John Peel che si rivela essere uno dei più grandi fan della band londinese.

Il primo singolo del terzo episodio a 33 giri “ Revelations”,  viene fatto uscire nel febbraio del 1999, e precede di poco l’uscita dell’album, registrato in soltanto quattro settimane ai Rockfield Studios con  la produzione di Hugo Jones (Echo & The Bunnymen, The Bluetones).

Un altro tour mondiale viene intrapreso con il nome di “ The Revelations 1-26 Tour” e vede i nostri fab 4 esibirsi in ogni angolo del pianeta, terminando la loro marcia trionfale con due date sold out al Forum di Londra. Il secondo singolo, “ Fill Her Up ”, vede la luce nella primavera del 1999 ma purtroppo i contrasti con l’ etichetta discografica si accuiscono e sfociano nella dipartita da quest’ultima, a questo punto i Gene sono senza una casa discografica.

Il tour continua attraversando decine di paesi nel modo, tra cui  Finlandia, Giappone, Portogallo ecc…culminando nell’esibizione al Troubadour Club di Los Angeles dove verrà registrato un album ed un DVD live intitolato “ Rising For Sunset “ per la Contra Records. Nonostante la band abbia una reputazione live molto consistente , il 2000 è il primo anno in cui  viene presa in considerazione l’idea di produrre un album dal vivo, e la scelta si rivela essere azzeccata,  Rossiter e soci sono al culmine della loro parabola ascendente, e quel concerto verrà ricordato come uno dei migliori in assoluto. ll disco riscuote un ottimo successo di vendite anche negli States, luogo notoriamente ostico alle band inglesi.

Il 2001 trascorre quasi nell’ anonimato, i quattro londinesi devono riprendersi dalla massiccia dose di concerti elargiti in tutto il globo. Dicevamo anonimato, ma non inoperosità, infatti entrano in studio per la registrazione del quarto capitolo della saga Gene, quel “Libertine” che vedrà la luce nell’ estate del 2002.  Composto da 14 tracce,  si dichiara sin da subito degno  prosecutore dei precedenti tre lavori, dai quali stilisticamente non si discosta affatto. Anche a livello compositivo non si notano stravolgimenti significativi, il songwriting di Rossiter è sempre poetico e penetrante, la sezione ritmica precisa e puntuale come un treno svizzero, i riff di Mason taglienti e avvolgenti allo stesso tempo; si elevano al di sopra della media una manciata di composizioni, quali “”Does He Have A Name?”, “A Simple Request”, “Somewhere In The World” e la ghost track “”Who Said This Was The End”.

Questa volta la critica musicale inglese sembra però avere girato le spalle a quelli che sino a qualche anno fa’ erano i loro beniamini,  gli elogi non infiammano più le pagine delle maggiori testate britanniche, le copertine non sono più per Rossiter e soci, infatti questo disco passa piuttosto inosservato e non riscuote i consensi, di critica e vendite, dei suoi predecessori. Le ragioni di questo infortunio discografico possono essere ricondotte  ad una produzione piuttosto approssimativa e sicuramente ad un supporto promozionale non adeguato ad un gruppo di questo calibro. A distanza di due anni da questa uscita piuttosto incolore, sembra che la band non si sia scoraggiata, i concerti si sono susseguiti, anche se non ai ritmi di qualche anno addietro, nel Regno Unito, ed una nuova uscita discografica sembra sia tra le priorità imminenti.