Goaboa Festival - Recensione prima serata 15 luglio 2004
By Webmaster Radiosonic.it
Genova ore 18.00. Sulla sopraelevata il
traffico è decisamente scorrevole...ma? stasera c’è un grande evento a
Genova?strano!!
Arriviamo al GoaBoa che sono da poco passate le 18...i Sex Mode sul palco
sono un amalgama orgiastico di suoni difficili da apprezzare al primo ascolto,
ma sono giovani lasciamogli tempo, poi giudicheremo. Bianconi (leader dei
Baustelle) è alla destra del palco...si atteggia nel suo imperturbabile EGO e si
capisce subito che lui è un Personaggio con la P maiuscola. Il tempo passa, i
Sex Mode lasciano il palco e i loro "abbigliamenti e accessori" sparsi qua e la!
E' il momento dei Magnus un mix alternativo di techno e underground sui
quali però non mi esprimo per 2 motivi, carenza di informazioni in questo campo
da parte mia e sincero distacco durante la loro breve esibizione.
Ore 19.10.
I Baustelle vengono introdotti come una delle più interessanti novità italiane,
va bene solo l'aggettivo interessante perchè di nuovo i Baustelle hanno solo il
fatto che si sono un po' commercializzati con l'uscita dell'ultimo album, visto
che di fatto sono sulle scene underground da diversi anni.
Il concerto dei Baustelle inizia con la trascinante song “La Moda Del
Lento” e via via passa tra la più conosciuta “Arriva lo Ye-ye”, la deliziosa
“Alain Delon”, “Love affair”, e via fino al termine del set durato circa 35
minuti. Durante il concerto Bianconi chiede al pubblico un piccolo sforzo, fare
gli auguri alla tastierista Rachele che compie gli anni...No no, lasciamo
perdere il pubblico in questo momento ha poco calore (o forse birre in corpo)
per lasciarsi andare a sta bischerata... ;-)
Finita la loro esibizione è la volta dei francesi Phoenix, accattivanti e
solari, buoni pezzi per chi ama il genere, una strizzatina di funk qua e la e la
loro musica in cui fanno bella figura anche i nuovi pezzi, ci trasporta
direttamente all'esibizione dei The Streets. Un genere che, ahimè, non
apprezzo ma che questo ragazzo londinese tenta a tutti i costi di farti entrare
nelle ossa... con me non ci è riuscito ma la risposta della folla mi è sembrata
invece di altro parere, buon per loro.
I Verdena arrivano sul palco alle 22 inoltrate, pezzi dal nuovo album e
pezzi storici si alternano in un'unica soluzione dello stesso colore, non ne
viene fuori granchè. Troppo lineari, poco convincenti. Ovviamente lo zoccolo
duro dei fans era in delirio e la cosa ovviamente ci può stare tutta! L'energia
c'è stata ma poteva essere 10 volte meglio, di più ovviamente credo non si possa
chiedere.
Alle 23 passate arriva un gruppetto di liceali con voce e strumenti pronti a
lasciare il segno. Sono i Kings of Leon (3 fratelli e un cugino
accomunati dal nonno LEON ndr :-). La loro musica è un classico estemporaneo, a
volte possono ricordare i The Strokes ma si sente che si sono spostati ben più
oltre.
Si scatenano in una valanga di pezzi, costellata da ballatone intimistiche e
pezzi potenti che stupiscono, e piccole perle di purezza lirica come “Molly
Chambers” (guarda la
tracklist). Sono ragazzini, ma si sono fatti le ossa cantando e suonando per
anni nelle chiese americane, si vede e si sente. Scivolano via “Red Morning
Light”, l'apprezzata e trascinante “California Waiting”, “Trani” chiusa con
l'abbattimento dell'asta del microfono come un Liam Gallagher dei tempi
andati... Tutto fa pensare che questi tizi li rivedremo ancora, più maturi e
pronti a stupirci nuovamente. E allora sarà importante pensare a questa piccola
pietra rotolata su Genova il 15 luglio 2004.
Chiudono i Peaches ma l'atmosfera già si è diradata.
Nel complesso le vibrazioni ci sono state e per 15 euro si potrebbe ripetere
ancora ed ancora...non credo ci si stancherebbe mai!!!