Divine Comedy “Absent Friend ”

 A cura di: Andrea Kontrotempo

Siete mai stati scaricati da una lei / lui a cui tenevate particolarmente? Diciamolo chiaramente, eravate innamorati? Dopo che lei / lui se ne sono andati, lasciandosi la porta della vostra stanza chiusa alle spalle, avete mai premuto “ open ” nel vostro lettore ed avete inserito un cd? Bene, se oggi fossi costretto a vivere questo tipo di esperienza, la colonna sonora sarebbe senz’altro questa piccola gemma scaturita dal cilindro di Mr.” Divine Comedy ”, al secolo Neil Hannon from Ulster.

Cervello, cuore e anima di una delle band d’oltremanica meno valorizzata e coccolata dalla stampa specializzata, il nostro “one man band” ha licenziato per la Emi Parlophone, non più tardi di qualche mese fa’, uno degli album più densi e musicalmente pregni di contenuti, emozioni, storie, umanità, che ci possa essere dato di ascoltare a tutt’oggi.

Diciamo subito che la cifra stilistica non si discosta enormemente dai precedenti lavori (in particolare “Casanova” 1996), ma a differenza di questi, dove si respirava a piene narici la polvere della strada che si percorre, in questo c’è netto un sentimento di “homecomig”, di ritorno finalmente a casa,, di cuscini di velluto e tende di raso, di quieto immobilismo, a cominciare dalla copertina del cd che ritrae Hannon figurativamente abbandonato su di un divano, con l’aria di chi aspetta, e può permetterselo.

Nel redigere queste righe, mi ero ripromesso di non scadere nel solito giochino delle citazioni, di non imboccare la sin troppo semplicistica scorciatoia che percorre il “bravo recensore” quando è a corto di argomenti. Però non appena “play” è apparso sul display  e le prime note di “Absent Friend”, il brano che da il titolo a tutto il lavoro, sono partite,  mi sono detto: ” Ma caspita, Scott 4 c’è l’ho in vinile, non può essere dentro il lettore cd !!?? ” Infine, constatato che non si trattava del diafano Scott Walker, ho afferrato le briglie del mio fido destriero e mi sono goduto questa cavalcata morriconiana sino al saloon più vicino. Però sentivo che qualcosa non andava, non mi ero predisposto all’ascolto ricettivamente, attendevo da un momento all’altro un’altra “Summerhouse” o un'altra “Alfie”, e non c’è cosa più sbagliata nel  sperare che dentro il nuovo lavoro di un gruppo che ami , ci sia la quasi copia del pezzo che ti ha fatto innamorare di loro. Sarebbe come pretendere da una tua nuova fiamma, la stessa acconciatura, lo stesso sorriso, le stesse movenze di colei che ti ha fatto girare la testa anni fa’, ok sempre di donne si tratta, ma come per le canzoni, (quasi) ognuna nasconde un tesoro a sé, celato, assolutamente imprescindibile.  “Sticks and Stones” appartiene a questa categoria di canzoni, con quell’apertura nel ritornello, un tuffo al cuore con tanto di cerchi concentrici. “Leaving Today” è un massaggio tailandese, parte in sordina, sembra quasi che non ci sia, ma poi una volta finito sei un uomo diverso. Per  poter comporre canzoni come “Come Home Billy Bird” la maggior parte dei songwriter d’albione venderebbe la madre a Portobello Road, e davanti a cotanta purezza pop, e diciamolo pure, “mestiere”, non ci si può che inginocchiare. Con “Imaginary Friend” si ripercorrono sentieri già conosciuti in “Promenade”(1994), ma è “The Wreck of the Beautiful” il brivido che ti percorre la schiena, e che ti fa’ ringraziare Dio di non essere fan di Michele Zarrillo. Dove di solito i dischi ad un certo punto flettono fisiologicamente verso il basso, diciamo 7°/ 8° brano, qua troviamo l’eccezione alla regola, “Our Mutual Friend” così inizia e così finisce, dolce, come la carezza della mamma sulla fronte mangiata dalla febbre.

Con “The Happy Goth” siamo a Parigi, 1963, l’aria profuma di asfalto bagnato dopo una pioggia  di fine primavera, da quelle parti ci è sicuramente passato anche il Weller di “Our Favourite Shop”.

“Freedom Road” è la canzona più “nera” e bluesy mai scitta da Hannon, “Laika’s Theme” risente della mano, in sala di incisione, di Nigel Godrich, il “sesto Radiohead”, già produttore di Beck, Pavement e gli ultimi Air ,

mentre con “Charmed Life” il nostro Neil mette il sugello ad una prodotto già altamente di qualità, senza strafare, come sarebbe tentata di fare una giovane, acerba e talentuosa promessa, ma con la maturità del “Chansonier” navigato. Già perché proprio questo il nostro è divenuto, un cantante/compositore/polistrumentista maturo, ormai conscio del proprio ruolo e della propria dotazione stilistico-musicale, e della quale si serve a piene mani senza mai cantarsi/suonarsi addosso, mai esacerbando i toni, ma rimanendo ben al di quà di  quel filo, quel limite immaginario, che divide chi di Euterpe ha fatto la propria musa, e chi invece……..

 

 

Andrea Terenzi

:: Tracking list ::

 

  1. Absent Friend
  2. Sticks and Stones
  3. Leaving Today
  4. Come Home Billy Bird
  5. My Imaginary Friend
  6. The Wreck of the Beautiful
  7. Our Mutual Friend
  8. The Happy Goth
  9. Freedom Road
  10. Laika’ Theme
  11. Charmed Life

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