The Soundtrack of Our Lives - A Present From the Past (Telegram/WEA)
A cura di: Gianluca Torelli
Nell’attesa del secondo volume di “Origin”,il gruppo di Goteborg ci regala (in tutti i sensi) questa retrospettiva di B-Sides e “scarti” delle precedenti sessioni di registrazione,e fa il punto della situazione su una carriera ormai decennale fatta purtroppo più di bassi che di alti. Nonostante le ottime critiche da parte degli illustri colleghi del settore,e la fiducia dei mostri sacri del rock (hanno aperto per i live di Robert Plant,degli U2 e per i Rolling Stones),questo valido gruppo purtroppo non viene in parte ricambiato del successo che si merita nel nostro paese. Il loro stile consolidato,anche in questo album,è fatto sia di abili citazioni e omaggi ai grandi nomi che hanno fatto un epoca,ma soprattutto di notevoli pezzi originali ed innovativi,che fanno di questa band una piccola realtà di nicchia e l’unica vera OASI nel deserto musicale attuale,dove si fa di tutto per vendere qualcosa di banale e scadente e dove manca il rispetto e l’attitudine verso i padri fondatori e c’è mancanza di ritorno alle ORIGINI.
Questo disco è dedicato a chi ha sempre supportato questa band,ma è anche un occasione per chi non li ha mai ascoltati,in quanto può essere veramente una bella sorpresa.
Questi sono i brani presenti in questo doppio album:
DISC ONE
1. Dog Days (Bärjed/Lundberg):Il primo disco inizia con questa breve,chiamiamola così,introduzione.
La musica e l’andamento leggermente rallentato ricordano la loro “Gran Canaria”,presente sul primo album del 1996 “Welcome to the infant Freebase”.
2. Galaxy Gramophone (Lundberg/Olsson) :Da anni è uno dei cavalli di battaglia dei live di questa band.
E’ semplicemente una tempesta sonica psichedelica,dove a metà brano spunta un assolo molto probabilmente preso dal migliore Jimi Hendrix,e dal finale in sospeso tra quiete dopo la tempesta e leggero vento di brezza.Di recente è stata proposta live in una versione swingeggiante e legata al pezzo precedente.
3. Can’t Control Myself (Lundberg/Person) :Un notevole brano a metà strada tra i “Raga”indiani dei Kula Shaker e il blues fatto con la slide guitar.
4. Infinite Zero (Johansson/Lundberg):Ed ecco a voi l’ennesimo omaggio dei Soundtrack ad un grande gruppo.Dopo aver citato nel finale di “Retro Man” i Black Sabbath di “War Pigs” ,dopo i sinceri omaggi ai Pink Floyd di Syd Barret e ai Beatles di “Come Together”rispettivamente in “Let it come alive” sul secondo album e su “Keep the line movin’again”di “Behind the music”,ecco a voi puntuale l’omaggio ai Led Zeppelin.
Sentendo gli iniziali attacchi di chitarra,si sente l’eco di “Over the hills and far away” da “Houses of the holy”.
Peccato che l’organo di Hederos e la voce gigioneccia di Ebbot ci riportano alla realtà svedese,ma ci pensa il batterista Fredrik Sandsten,con un’entrata degna di Bonzo Bonham,a farci rivivere l’emozione del brano dello storico gruppo.
5. The New Messiah (Bärjed/Lundberg):Un pezzo acustico e solare che profuma di anni’60,dove spuntano anche mandolini e banjo.Il finale potrebbe ricordare “Songbird”degli illustri colleghi Oasis,ma invece di pensare a Liam Gallagher inseguito da un alano in calore,ci viene in mente un paesaggio marittimo nordico all’alba,sovrastato dal mare e da gabbiani in volo.
6. Nobrainer (Lundberg/Person):Un insolito attacco di tamburello e l’entrata di un rimbombante attacco di batteria,fanno di questa b-side di uno dei loro migliori brani,Sister Surround (purtroppo è come se fosse la loro One o Wonderwall),una ventata di solarità melodica e scanzonata.Rispetto alla versione sul singolo,è stata ingiustamente privata del bridge psichedelico.Un altra pecca è nel finale quando si inizia a sentire prima della fine Ebbot che incita a “clap your hands everybody!”.
7. Side Effects(Lundberg/Person):Brano lento,dove il moog di Hederos la fa da padrone,
e dove è giusto avere dei Side Effects strani dopo averlo sentito.
8. Not Kinda Worried(Bärjed/Lundberg):Altro brano solare,dove verso la fine spuntano anche fiati veri e a voce,come nella migliore tradizione pop anno’60(un po’ come quelli alla Edoardo Vinello per esempio).
9. It Ain’t Free (Living In A Bubble) (Lundberg/Person):Un bellissimo brano dove le acustiche e la batteria fanno il punto.
10.When Lightning Bugs Arrive (Lundberg/Olsson/Person):Dopo Galaxy Gramophone,un'altra perla presa dal primo periodo della band,quando tra le sue file c’era il geniale Bjorn Olsson.I detrattori diranno che è uguale a “Broken Imaginary Time”,ma non è vero.Bellissimo nel finale l’assolo di chitarra e l’organo e il corno francese che si incontrano.
11. To Somewhere Else (Bärjed/Lundberg):Brano molto “spionistico” e “western” anni’60
(scusate questi accostamenti),che viene impreziosito a metà da un bellissimo assolo di organo di
Martin Hederos.
12.We’ll Get By (Bärjed/Lundberg):Una perla acustica degna di Nick Drake.Rispetto alla versione presente sul singolo di “Sister Surround”,presenta un assolo diverso.
13. Avenger Hill Street Blues (Lundberg/Person):Un brano semplicemente rock’n’roll,di quelli fatti bene e che rimanda agli Stooges,idoli di sempre di Ebbot e soci.
14. News Of The World (Hederos/Lundberg/Person):Un altro bellissimo brano articolato in più parti che cambiano tra di loro come i pezzi di un puzzle.
15. Playstation Bordello (Gustafsson Jerneholm):Brano scritto dal bassista Kalle,sembra essere uscito da un quartiere gangster stile Gran Theft Auto di Bombay.
16. Cleaning Session Raga (Lundberg):Un pezzo atipico,non a caso è stato scritto da Ebbot,il barbuto leader “vichingo hippy punk” del gruppo,dove si sente un elementare arpeggio di chitarra su un rumore forse di aspirapolvere o di una pulitrice industriale che a fine brano s’interrompe,e dove viene ripetuto all’infinito come una specie di ohm ” Sono un indiano e pulisco la tua sporca faccia”.
DISC TWO
1. Dow Jones Sindrome (Bärjed/Lundberg):E come prima traccia del secondo disco è stato scelto quest’altro pezzo devastante che i nostri ormai propongono da anni nei loro live.L’attacco di chitarra e l’entrata in scena del clavicembalo di Hederos sanno di progressive,ma la chitarra cazzuta di Ian Person e le urla indemoniate di Mattias Barjed fanno di questo coinvolgente brano uno dei migliori di sempre della band.
2. A Room Without A View (Lundberg/Olsson):Già nota come “websingle”,un pezzo esclusivo solo per il sito ufficiale del gruppo,è un ballata acustica scritta da Ebbot e Bjorn.
Nel bridge,rispetto alla versione presente sul singolo di”Heading for a Breakdown”e quella web,c’è una maggiore presenza delle percussioni e c’è una chitarra in più.
3. Everyday Preacher (Gustafsson Jerneholm/Lundberg):Ecco un altro pezzo candidato ad essere uno dei migliori di questo album.Psichedelia e rock per questa perla scritta dal compositore più dotato e preciso del gruppo,il bassista Kalle Gustafsson Jerneholm,che non si smentisce nemmeno in questo brano.
4. Greatest Hit Providers (Lundberg/Olsson):Un altro pezzo del primo periodo,dedicato a tutte le persone ipocrite e false di questo mondo.Grande.
5. Blind Date (Bärjed/Lundberg):Un pezzo acustico che riecheggia Nick Drake.
6. James Last Experience (Hederos/Lundberg/Person):Un riff di chitarra di quelli buoni,il jack innestato e una schitarrata alla Pete Townsend.Ecco l’attacco di questo grandioso pezzo rock.
7. Tarde Sed Tute (Person):Perla del biondo chitarrista Ian Person,un semplice arpeggio di chitarra,
dove oltre all’organetto stile Bontempi(scusate questo paragone)spunta un bellissimo assolo slide preso in prestito dal grandissimo George Harrison di “All things must pass”e dal migliore David Gilmour.
8. Hang Ten (Lundberg/Person):Dopo l’omaggio zeppeliniano,ecco l’omaggio al Neil Young di “Harvest”.
Il testo è una specie di 10 piccoli indiani,dove alla fine nessuno torna a casa,e qualcuno può spiegarlo?
Ma che vergogna.
9. Lost Highway (Lundberg/Person):Come il titolo di questa canzone suggerisce,ascoltandola ti viene in mente un viaggio solitario sulla Route 66 al tramonto.
10. Pass Through Fear (Bärjed/Lundberg/ Person):Scelto come pezzo di presentazione del album,questa ballata corale,scritta insieme dai due chitarristi,ricorda gli ultimi lavori più maturi dei Cardigans,una band amica dei nostri.Bellissimo il finale stile Kula Shaker,e il ritornello.
11. Four Ages (part 1) (Lundberg/Olsson):Ultima perla del primo periodo,questa introspettiva ballata psichedelica,a metà strada tra Floyd e i Love di Arthur Lee,è già nota da tempo agli estimatori del gruppo.
Una marcia in più ce l’ha la parte seconda presente sul primo album.
12. Slow Drift Away (GustafssonJerneholm/Lundberg):La voce di Kalle e quella di Ebbot si alternano in questo psichedelico pezzo beatlesiano.
13. Still Get Around (Bärjed/Lundberg):Ultimo pezzo “inedito” di questa raccolta,è un brano solare e che dal vivo renderà molto.Bellissima la coda finale col piano di Hederos in primo piano.
14.We’re Gonna Get It Right (Bärjed/Lundberg):Bellissimo pezzo stile anni’60,tra Summer of Love e
West Coast,con una bellissima parte di fiati,e che rimanda ai colleghi Motorpsycho di ”Let them eat cake”.
15.World Bank (Gustafsson Jerneholm):Ed ultimo pezzo anche per il genietto Kalle,dove gli iniziale “ka kka ka kka” “fa ffa ffa fa” su un ossessivo pezzo di piano Rhodes mettono un po’ d’inquietudine,ma il bellissimo ritornello di Ebbot ti fanno tirare un sospiro di sollievo.
16. Retired Teenage Angst (Lundberg/Olsson):E per finire,il pezzo che è stato il Big Bang del progetto TSOOL.Un perfetto crossover tra i riff di stoogesiana memoria degli Union Carbide Productions e quelle che saranno e sono ancora oggi le fondamenta della musica di questa grandissima band.
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