Omicidi in salsa http

Thriller con spunti romantici e venature satiro-realistiche.

 

Era la sera del 2 febbraio 2002 e Mario era solo in casa a far scorrere nel migliore dei modi un’altra noiosa serata.
Era li.
2 uova strapazzate un pezzo di Belpaese e 3 bicchieri d’acqua conditi con del pane.
Era li.
Stravolto e già assonnato.
Era li.
Le ultime sul televideo e poi un viaggio cyber lo avrebbero accompagnato verso un’altra notte e poi un altro giorno il lavoro e chissà che poi un giorno qualcosa poi sarebbe cambiato.
Ma ora era li!!!
Adesso era online e Joey gli stava digitando che per tutta la sera sarebbe rimasta a casa da sola e che aveva freddo e che il lavoro non la soddisfala e che… anche lei era li X -:-;
 
Il brigadiere Maffucci entrò nell’appartamento alle ore 9,00, la domestica alle 7,45 si era presa la sua buona dose di shock e adesso arrivava il momento di rispondere a una serie di domande inutili… SANTODIO com’era potuto succedere?
 
Mario era a terra senza Vita, il corpo immerso nel suo stesso sangue, una copiosa macchia che copriva il pavimento di orrore, e un laccio Azzurro gli stringeva il collo.
Doppia arma per un delitto di doppie vite.
Dominava la scena lo screen saver con lo Scroll Text attivo dove si leggeva “All I Want is someone who can fill the hole… in the life I Know”.
Mario Poltini detto MP3 di anni 32 impiegato in una softwarehouse.
Mario Poltini detto MP3 ucciso da 1 coltellata al cuore mentre stava soffocando.
Mario Poltini, né amici né nemici in una quotidianità che non era la sua, un mondo troppo stretto e troppo largo, vi voleva qualcosa di più per lui, un mondo cyber appunto.
 
I carabinieri misero sotto sequestro cautelativo l’abitazione del Poltini, in attesa che il RIS* di Parma e l’UCV** di Roma (*Reparto Investigazioni Scientifiche - ** Unità Crimini Violenti) iniziassero i primi sopralluoghi e rilievi tecnici, nel frattempo tutto il materiale informatico venne sigillato e portato via dall’Ufficiale Remondi. Perché se quell’omicidio doveva avere una soluzione, sicuramente quella si sarebbe trovata attraverso l’analisi di quel materiale, che era tanto era troppo era un mondo a parte.
E poi c’era il Computer, sotto la scrivania, circondato di cavi e scanner stampante stereo SSS… quella era l’anima virtuale del Poltini, quel pc doveva sapere e adesso avrebbe dovuto parlare c’era solo bisogno di qualcuno che avrebbe potuto capirlo. Beh questo almeno pensava chi stava svolgendo le indagini…
 
Mario non era un genio sul lavoro, non gli interessava la carriera, tuttavia auspicava ad una posizione di Team Ledaer, ma solo perché così avrebbe potuto dare spunti nuovi al suo lavoro, linee guida moderne e a volte azzardate ma era così che amava fare, rischiare fino a… e poi lo avrebbe fatto per il bene della comunità, almeno così lui pensava.
Pensava sempre a come cambiare pensava e desiderava che un giorno tutti lo avrebbero ascoltato, ne aveva di cose da dire, voleva solo essere capito, con quel suo modo, ironico e spavaldo, dolce e timido, serio e noioso.
Pensava a come risolvere i problemi della gente, era sicuro di riuscirci lui, quando in chat si fermava a capire le menti a cercare di indicare loro una strada per uscire da depressione e noia, lui però si annoiava a morte a volte.
Per lui serviva costanza nel tempo, routine che si sarebbero dovute ripetere fino a che..
Until come quando iniziò a programmare a scuola in Cobol, lunghe routine da processare, lunghi giorni da passare, così, fino a quando poi magari un giorno,
E invece lui non ce l’ha fatta ad arrivarre ad un giorno a quell’Until che gli avrebbe cambiato la vita, il ciclo di elaborazione.

...continua...